12) Nietzsche.  Morale d'armento.
Nonostante l'esigenza di una morale superiore, l'Europa  dominata
da una morale d'armento, difesa a tutti i costi dalla religione
cristiana e oggi anche dal movimento democratico, che deriva dal
cristianesimo. Infine anche i socialisti e gli anarchici tendono
alla comunit, all'armento. L'Europa sembra minacciata da un
nuovo buddismo.
F. Nietzsche, Al di l del bene e del male (vedi manuale pagine
186-191).

 202. Diciamo subito ancora una volta quel che gi abbiamo detto
cento volte: giacch oggi non sono ben disposti gli orecchi a
intendere certe verit, le nostre verit! Ci  gi abbastanza noto
quanto suoni offensivo annoverare, senza fronzoli e non
metaforicamente, l'uomo in genere tra gli animali; e ci verr
quasi considerata una colpa l'aver costantemente usato, proprio in
riferimento agli uomini delle idee moderne, le espressioni
armento, istinti dell'armento e simili. Che importa! Non
possiamo fare altrimenti: sta proprio in questo, infatti, la
nostra nuova conoscenza. Abbiamo riscontrato che l'Europa ha
raggiunto l'unanimit in tutti i suoi principali giudizi morali,
senza escludere quei paesi in cui domina l'influsso europeo: si
sa, evidentemente, in Europa, quel che Socrate riteneva di non
sapere e ci che quel vecchio famoso serpente aveva un tempo
promesso di insegnare - si sa oggi che cos' bene e male. Deve
allora aver suoni aspri e tutt'altro che gradevoli agli orecchi la
nostra ognor rinnovata insistenza nel dire che  l'istinto
dell'uomo animale d'armento quel che in lui crede di saperne
abbastanza a questo proposito, celebra se stesso con la lode e il
biasimo e chiama se stesso buono: come tale, questo istinto 
arrivato a farsi strada, a predominare e a signoreggiare sugli
altri e guadagna sempre pi terreno in armonia a quel crescente
processo di convergenza e di assimilazione fisiologica di cui esso
 un sintomo. La morale  oggi in Europa una morale d'armento -
dunque stando a come intendiamo noi le cose - nient'altro che un
solo tipo di morale umana, accanto, avanti, e dopo la quale molte
altre, soprattutto morali superiori, sono o dovrebbero essere
possibili. Contro una tale possibilit, contro un tale
dovrebbe, questa morale per si difende con tutte le sue forze:
essa si affanna a dire con ostinazione implacabile io sono la
morale in s, e non v' altra morale se non questa! - anzi,
sostenuta da una religione che appagava le pi sublimi
concupiscenze delle bestie da mandria, lusingandole, si  giunti
al punto che persino nelle istituzioni politiche e sociali
troviamo un'espressione sempre maggiormente evidente di questa
morale: il movimento democratico costituisce l'eredit di quello
cristiano. Ma che il suo ritmo sia ancor troppo lento e indolente
per gli impazienti, i malati e i morbosamente smaniosi, lo attesta
il tumulto ognor pi furibondo dell'anarchica canea, digrignante i
denti in guisa sempre pi manifesta, che va girando per le strade
della cultura europea: in apparente antitesi coi democratici e
cogli ideologi rivoluzionari pacificamente operosi e ancor pi coi
melensi filosofastri e zelatori della fratellanza, i quali si
dicono socialisti e vogliono la libera societ, ma in verit
unanimi con tutti costoro nella radicale e istintiva inimicizia
contro ogni altra forma sociale che non sia quella della mandria
autonoma (arrivando persino al rifiuto del concetto di padrone e
servo -ni dieu ni matre, dice una formola socialista -);
unanimi nella tenace opposizione a ogni pretesa particolare, a
ogni particolare diritto e privilegio (la qual cosa, in
definitiva, significa opposizione ad ogni diritto: giacch se
tutti sono uguali, nessuno ha pi bisogno di diritti); unanimi
nel diffidare della giustizia punitiva (come se essa
rappresentasse una violenza esercitata su chi  pi debole, un
torto arrecato alla necessaria conseguenza di tutte le societ
anteriori); ed egualmente unanimi nella religione della
compassione, nel simpatizzare interiormente con tutto quanto 
sentito, vissuto, sofferto (scendendo in basso fino al livello
della bestia o innalzandosi a Dio - l'aberrazione di una
compassione verso Dio appartiene a un'epoca democratica -);
tutti quanti unanimi nel grido e nell'impazienza della
compassione, nell'odio mortale contro il dolore in generale, nella
quasi femminea incapacit di poter restare a guardare, di poter
lasciare che si soffra; unanimi nel forzato offuscamento e
infrollimento, alla merc del quale l'Europa sembra minacciata da
un nuovo buddhismo; unanimi nella fede in una morale della piet
comunitaria, come se questa fosse la morale in s, la vetta ormai
raggiunta dagli uomini, l'unica speranza dell'avvenire, il
conforto del presente, il grande riscatto di tutte le colpe del
passato; tutti quanti unanimi nella fede verso la comunit quale
redentrice, dunque, verso l'armento in s.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, volume
venticinquesimo, pagine 320-322.
